«Le parole sono importanti»
«Il problema è la categorizzazione. Etimologia e definizione»
«cosa?»
«come potresti definire qualcosa che esiste ma è racchiuso in gruppo più ampio che non rende l’idea del soggetto dell’indagine linguistica?»
«che cazzo stai dicendo?»
«definire un qualcosa, un gruppo di persone che rientrano già in un insieme di persone però realmente fanno parte di un sottogruppo ancora non definito o almeno che io sappia»
«non ti seguo, prendi una birra»
«nel frigo?»
«e dove sennò? cazzo di rincoglionito»
«le parole sono importanti, sono giorni che sbatto la testa per trovare una cazzo di definizione per individuare un cazzo di gruppo sociale non categorizzato»
«e allora? Qual’è il problema?»
«c’è si un problema! La fottuta identità culturale e l’individuazione del singolo caratterizzato da comuni fattori nel gruppo ma che si dissocia da esso in maniera netta»
«ho smesso di seguire i tuoi discorsi da anni, ma continua pure. Ti ascolto. Prima però la cazzo di birra la vuoi prendere?»
«Etnografia, forse. O qualcosa del genere. Dov’è la birra?»
«fottiti me la prendo da solo»
In realtà di birra non ce n’era più.
Lasciò il suo amico davanti al computer googlando eventuali definizioni di un qualcosa ancora poco chiaro nella sua testa. Pensava ad altro. Ad un film visto giorni prima di cui non ricordava il nome e all’orario di chiusura del bar sotto casa.
Arrivato in cucina trovò il frigorifero vuoto.
«dio cane»
«cosa? Ce l’hai con me?» sentì dall’altra stanza la voce del categorizzatore.
«no, è finita la birra»
«e non c’è altro?»
«guardo».
Sbatté la porta del frigo ma essendo vuoto non fece il soddisfacente rumore di bottiglie che si incontrano e brindano.
Tornò in camera non a mani vuote.
«Ho trovato una bottiglia di vino. Non hai fatto la canne?»
«no, stavo cercando in google se ci fosse la parola che cercavo»
«ma di che cazzo stai parlando? Quale cazzo di parola?»
«ha presente le ”M.I.L.F”.?»
«si e allora?»
«e le ”mature”?»
«quelle vecchissime?»
«no quelle sono ”granny” dopo i settanta o che abbiano un nipote dimostrabile. Quelle prima, dai quarantacinque a cinquantanove»
«ah, si»
«poi ci sono le semplici ”mom” di solito il mezzo secolo ce l’hanno, all’incirca. Ed hanno figli»
«dimostrabili»
«esatto. C’è un buco però. Tra ”M.I.L.F.” e ”mom” e al limite ”mature”»
«sarebbe?»
Mettiamo una donna con età da ”M.I.L.F.” che però non ha figli, e magari è anche più giovane, dai trentasette ai quarantacinque. Non ha figli, non è sposata. Decisamente in anticipo per essere ”granny” e presto per essere ”mature”. Senza figli per essere una ”mother i like to fuck” e il dubbio sorge. Come si definisce?»
«Non lo so. ”B.G.T.F.”»
«sarebbe?»
«beatiful girl to fuck»
«troppo generico, potrebbe essere chiunque. Per ogni altra perversione c’è una definizione. Cazzo sono peggio della boxe dove si dividono per peso. Dalle ”chubby’ alle ”fatty” alle ”fat” per arrivare alle ‘tiny” e peggio ancora ”little tiny”. Mancano i pesi gallo e poi ci sono tutte»
«fa questa cazzo di canna»
«subito»
«ma come cazzo ti è venuto in mente?»
«l’altro giorno, una signora è venuta a lavoro. Bona. Ho pensato bella ”M.I.L.F.”! però non era sposata, era single e senza figli»
«e allora?»
«allora ho pensato: metti che me la scopo come lo dico?»
«cosa??»
«nel senso, potevo venire qui e dirti mi sono fatto una ”M.I.L.F.” però non sarebbe stato corretto. Avrei potuto aspettare dieci anni per dirtelo e uscirmene dicendo che mi ero fatto una ”mature” con dieci anni di ritardo. E comunque è retroattivo»
«ti devo mettere il parental control»
«vuoi vedermi morto, che cazzo farei quando non so che vedermi?»
«cazzeggiare senza porno?»
«non c’è più gusto»
«effettivamente»
«tieni appiccia la bomba, posso fare due cose insieme quando voglio»
«oltre a vedere uno schermo e farti le pippe. Bravo»
«grazie»
«e a che conclusione sei giunto?»
«su cosa?»
«sulla definizione, rincoglionito»
«ah, nessuna. Non trovo una parola o insieme di parole adatte per descrivere una situazione del genere. Ce ne sono anche parecchi di soggetti che rientrerebbero nella sotto-categoria incatalogabile. Momentaneamente. Maledetta la passione per le ”M.I.L.F.” o la notorietà che ha avuto. American pie dei miei coglioni»
«ma da lì è nata la parola?»
«no! C’era un cazzo di sito che non mi ricordo il nome in cui il tipo, sempre lo stesso, andava in giro e beccava tutte queste mamme americane vogliose e se le scopava»
«tipo Captain Stubbin’?»
«tipo però con le mamme. Mi sa che poi si sono fusi tutti con la Bang Bros. «Fico The Bang Bus»
«si! Ma stiamo divagando. Il cazzo di termine»
«non lo so adesso. Non mi viene niente. E se lasciamo andare così com’è?»
«Adesso è l’unica soluzione. Youporn non chiede nemmeno più aiuto per fare le categorie»
«già»
«appena troviamo il termine, diventiamo registi/ produttori/ attori e facciamo un sito!»
«alla conquista della rete»
«con tanto di scheda iniziale. Figli? no. Sposata? no. Nonna? no. Anni? Dai trentasette ai quarantacinque»
«rivoluzioniamo la pornografia»
«dovremmo uscire più spesso»
«forse. O prenderci una pausa»
«troppi porno dici? Ma cos’altro offre internet di divertente ed educativo? Cazzo faccio a casa quando non esco o non sto qua?»
«porno»
«già. Passa la bomba. Metto Pga Tour?»
«daje!»
Si fece l’alba e tra un ”double bogey” e sporadici birdie finirono il vino senza che la parola fosse trovata.
Dovettero passare molti anni prima che qualcuno la coniò.
E fu un successo.
Cougar….grazie Mr. Stinson.