Il Ponte

Si cercano i colpevoli, si cerca il motivo e si cerca il modo di non fare ripetere una situazione simile nel futuro; lo si fa continuamente, si contano i morti ed i codici del pronto soccorso.
E tutto ritorna uguale a prima.

Dopo poche ore sta già tutto accadendo, ovunque.
Continuiamo a scavare tra le macerie noi ed i cani, fari ad illuminare e la luna a guardare.
Le prime dichiarazioni vengono fatte, i primi bilanci attendibili ed il cordoglio della nazione.
“Che non ci sia sciacallaggio dopo questa tragedia” ed è così che comincia quello che non dovrebbe cominciare.
La vicinanza da parte dello Stato e di tutte le forze politiche arriva la mattina seguente a microfoni riuniti.
Le parole sono sempre di conforto, cordoglio, affetto, rabbia, speranza, rassicurazione e giustizia. Ecco, queste sono le parole. Rimangono tali ovunque, troppi pochi gli esempi di VERA: Giustizia, Speranza, Rassicurazione, Cordoglio, Conforto ed Affetto.
La rabbia non dovrebbe essere contemplata a maggior ragione quando si ha la possibilità (adesso basta l’inadeguatezza) di poter parlare a Media riuniti.
Nel momento in cui le parole: “[…] lo Stato si raccoglie accanto alle famiglie delle vittime” le domande su chi, perché e come sia successo dovrebbero essere delicate per qualche giorno almeno finché le famiglie non seppelliscono i loro cari. Sbattere in continuazione ovunque l’opinione di chiunque a qualunque orario ed in qualsiasi modo non aiuta chi sta affrontando un lutto inaspettato, schokkante ed allarmante non aiuta nessuno.
Tutto questo rende solo sempre più doloroso l’essere cosciente dello stato di abbandono di quello che dovrebbe essere lo strumento che abbiamo scelto per risolvere ogni triste situazione.
Il silenzio del Governo, dichiarazioni mirate alla stampa e VERO lavoro in Parlamento per risolvere ed attuare qualcosa di utile, lungimirante e per una volta sicuro.
Il silenzio e la ragione non fanno parte di chi indossa questo stivale.

Spero di essere smentito, spero che nulla del genere accada più. Quando la Terra ci scuote, bagna ed infiamma è qualcosa che possiamo al massimo cercare di contenere ma quando sono le nostre mani a macchiare di sangue la l’innocenza di qualcun’altro il minimo che si può fare è rispettare quello che si è detto.
Elaborare il lutto in diretta TV, aver avuto al proprio funerale la delegazione di Stato, Sky e Dazn a riprendere ed il tuo cane diventato meme su FB è quello che avrai sempre sognato almeno una volta, da vivo.
Ti piaceva leggere, odiavi l’attuale Governo e vedevi le partite piratate da chi aveva Dazn mentre accarezzavi il gatto e leggevi ‘Le ore’. Il primo sussulto nella tomba arriva prima ancora di essere completamente sepolto o tumulato avendo la certezza che le mani che si prenderanno cura della tua famiglia, così come ha promesso il Primo Ministro al tuo elogio funebre, molleranno la presa al prossimo evento che desterà scalpore. Quando eri vivo vedevi quello che ti circondava ed ascoltavi le parole attorno a te, qualche volta i tuoi occhi si sono fatti tossi davanti alla selezione e l’indifferenza della tragedia accuratamente scelta per il piccolo e medio schermo ed ora tocca a te. Qui arriva la Rabbia ovvero di fare un fine infame solo perché qualcuno non ha voluto aprire, riparare, chiarire, cambiare qualunque sia il luogo della tua morte, non sei stato il primo e continuando così non sarai l’ultimo che fa la stessa fine. “Combattete!” vorresti urlare quello che si propone cambiamento in realtà è solo una parola detta da bocche atone e visi vacui. Quando nessuno ascolterà più la tua famiglia sarai morto per il solo Share questa certezza è solo tua e rimane tra te il raso il legno e la terra.

Da bambino mi piaceva stare a guardare la luce che filtrava dalla finestra della mia camera, al pomeriggio il raggi del sole entravano dritti sul mio letto e tutto intorno guardavo i minuscoli granelli di polvere lentamente cadere sul pavimento.
Quando sono cresciuto ed ho iniziato a fumare allo stesso orario guardavo i raggi del sole, stavolta avevo aggiunto un cristallo alla finestra ed era bello vedere i vortici di fumo ed i colori dell’iride spargersi tra il letto e la scrivania.

Vorrei che succedesse lo stesso e non continuare a vedere la polvere posarsi su qualcosa di unico