
RYMA- È stato inevitabile, le fratture tra le ali del Parlamento è diventata una linea di trincea piuttosto che un luogo di pace e confronto. Quello che noi ed altre testate estere avevamo predetto si è avverato. Non il default ed i conseguenti piani d’aiuto, non la commisariaizzazione dei ministeri e nuove elezioni che avrebbero coinvolto ogni comune, provincia e regione ma si è arrivati alla soluzione più pericolosa e violenta.
Noi come altri colleghi siamo stati invitati a recarci alle nostre ambasciate per tornare a casa e dover seguire questi momenti senza testimoniarlo direttamente. Non condividiamo la scelta fatta dagli schieramenti opposti, siamo stati per lungo tempo certi che i toni si sarebbero smorzati ed avesse ripreso possesso la ragione all’interno del Governo e le richieste del popolo di Itoya sarebbero state ascoltate.
Ora siamo qui in un albergo del centro diventato il punto focale di ogni giornalista e fotografo che abbia il coraggio e la voglia di documentare quello che sta succedendo.
Le prime vere violenze sono iniziate durante l’ultima seduta del Parlamento, prima parole, poi lancio di fogli e bottigliette si è passati alle mani e come se fosse una rissa da stadio solamente l’intervento dei Armigeri è riuscita a calmare gli animi e mandare tutti a casa. Col senno di poi alcuni hanno ipotizzato che forse sarebbe stato meglio lasciarli scannare tra di loro.
Quella che doveva essere la seduta dell’accordo, così era stata definita, è sfociata appena una settimana dopo in una guerra civile. Chi si era scontrato in Aula ha usato ogni mezzo a disposizione per esacerbare ancora di più gli animi della nazione.
Venerdì sera, dopo sole quarantotto ore, al centro di Ayyoli roccaforte nera, un gruppo di ragazzi tra i 18 e 23 anni si è reso protagonista di alcuno episodi di violenza nelle strade della cittadina.
Alle 22 hanno picchiato selvaggiamente una coppia di turisti che si stava baciando lungo la strada che costeggia le mura. I due ragazzi sono stati trasferiti al pronto soccorso in codice rosso. Hanno continuato il tour scagliandosi con ferocia ed inaudita violenza proprio contro tutto quello che la fu maggioranza voleva che cambiasse e chi è sempre stato considerato indesiderato.
Una coppia gay, un barbone vicino alla stazione picchiato e dato alle fiamme, hanno provato ad assaltare un centro di accoglienza ma fortunatamente le loro molotov artigianali non hanno avuto effetto ma le spranghe ed i coltelli purtroppo si. Ad oggi nessuno dei migranti è in pericolo di vita ma la situazione di due di loro è drammatica. Hanno continuato, prima di concludere dando fuoco alla macchina di un noto attivista del luogo, devastando le vetrine di due banche, ritenute troppo etiche, ed un negozio di proprietà di cinesi (residenti e cittadini Itoyani, ndr). Quello che non si aspettavano però è stata la rivolta dell’altra metà della città. Appena le notizie hanno iniziato a diffondersi tra i social network lo sdegno si è tramutato in azione e una folla si è presentata alla stazione di polizia per chiedere Giustizia senza perdono o comprensione.
Intorno alle due di notte un gruppo di amici dei violenti è riuscito a raccogliere “chi come noi è stufo di dover sopportare la feccia che ci affossa!”. Dopo le prime parole e sfottò è iniziata una sassaiola fra le due fazioni e diversi scontri violenti, feriti più o meno gravi sono stati portati al vicino pronto soccorso. Saranno 73 in totale.
La polizia ci ha messo diverse ore per riuscire a disperdere la folla ed organizzarsi per quello che hai loro occhi è stato definito come ” odio puro, ho avuto paura e temo non smetterò presto di averne” ha avuto ragione quella che sembrava essere lo sfogo di una città con molti problemi si è rivelata la miccia per far si che episodi simili cominciassero in tutti Itoya. Cortei spontanei di ogni colore hanno iniziato a sfilare per le strade delle città ed in molti casi la parte avversa, qualunque essa sia, ha attaccato l’altra seminando il panico in ogni regione.
Oggi ad ogni inviato straniero è caldamente consigliato di non rimanere nel paese finché non tornerà tranquillo, assicurano che presto tutto tornerà alla normalità ma nessuno adesso sa quale potrà essere la normalità dopo tutto questo, c’e il timore che la vendetta sarà la prima risoluzione di ogni tipo di forma di governo arriverà. Noi giornalisti non vogliamo perdere l’occasione di documentare e raccontare quello che sta succedendo, non vogliamo che l’oblio colpisce questa parte di terra sia dimenticato e riproposto in altre nazioni così simili alla bella e disgraziata Itoya.