
Ci fu una notte
in cui non mi svegliai la mattina solo.
E dopo
mi ritrovai legato.
Dove sono?
È mattina?
Tu chi sei?
Mi hai portato tu qui?
Certo chi altro?
Sei voluto venire da me,
sei voluto venire su di me.
Hai voluto far venire me.
Cosa?
Io?
Non mi ricordo di stanotte.
Non mi ricordo di te.
Mi fai male,
cosa mi hai detto ieri sera?
Lo ricordi almeno?
Non sai nemmeno il mio nome.
No, non lo so.
Mi è bastato ascoltarti,
mi è bastato guardarti
per dirti: grazie.
Forse è meglio che vai.
Forse è meglio che io vada.
Forse è meglio che la smettessi
di guardarmi ancora così…
Altrimenti cosa farai?
Hai paura di quello che farò?
Io ne ho, solo ora capisco
che devo iniziare daccapo.
Non è bello per una ragazza.
Sedotta
abbandonata
offesa, lo stesso momento.
Non mi sono fatto capire.
Ci riesco meglio quando non so cosa dico.
Mi sono svegliato come se fossi stato rapito
ed è così che ora voglio sentirmi.
Esci dal mio letto.
Rimetti in ordine le idee,
cerca di ricordare ieri sera
e non chiamarmi.
Posso vestirmi ed uscire,
posso ricordare e le mie idee sono chiare.
Di ieri avrò sempre un buco nella memoria.
Da ora voglio ricordarmi ogni altro momento con te.
Vedo le tue cose ancora in terra.
Ti vedo nudo, in piedi, davanti a me.
Vedo anche l’orologio dietro di te.
È ancora presto…