Breve favola su di un piccolo clichè.

Siamo qui per raccontare una breve storia.
Una favola, della buona notte.
C’era una volta un paese lontano, al primo piano di un castello vive una principessa e la sua inquilina. La principessa aveva appena intrapreso la strada dei Sensi. Viveva dentro la sua reggia aspettando l’ora che il suo cavaliere smontasse dalla sua gazzella per sentire la sua voce. Era bello, era la luce dei suoi occhi*.
Vibra il telefono. E’ lui che chiama, si chiude in bagno, in camera, in cucina. Rimane da sola con lui al telefono.
Non si sente cosa dicono, si sentono solo i suoi sospiri dopo la telefonata, il suo cuore che batte e fa un tonfo.
Si sentono spesso al telefono, è uno dei pochi modi che hanno per rimanere in contatto. Lei segregata nella torre del castello, al piano terra. Lui in prima fila per combattere. Rendere questo paese migliore. Proteggere e servire. Gran cavaliere, sergente dell’Arma, vassallo dello Stato. Servitore di sua Santità il “Fratello” illuminato.
Purtroppo proteggere e servire vuol dire combattere in terre lontane.
Ora l’ostacolo per la nostra bella e il nostro prode cavaliere è che il cavaliere ha già un cavallo da diversi anni. Quantifichiamo in 7.
La nostra protagonista ha un cavallo più bello, il manto è più lucido e a differenza del caval donato gli si può “guardare” anche in bocca.
Il sole era caldo, la Calabria li aspettava per stare da soli solo loro due. Aprire il loro amore.
Il cavaliere volle riprovare il cavallo della bella, visto che a caval donato non guarda in bocca…vedi sopra.
I raggi del sole toccavano i loro corpi, erano felici. Si amavano. Promise che avrebbe lasciato quell’arpia, che non lo faceva vivere. Che lo imprigionava. Voleva solo del tempo, la fine dell’anno. La loro storia era lunga. Sette anni con colei che la teneva lontano dal suo amore erano troppi per troncarla così. La fine dell’anno di tre anni fa.
Il sole era caldo, li (di nuovo) aspettava la Sicilia. Poter stare finalmente da soli, solo loro due. Far sbocciare il loro amore.
I raggi del sole toccano i loro corpi, sono felici. Si amano. “Voglio prometterti che staremo insieme, voglio lasciarla quell’arpia.”
“Non parlare, aspetta.”
“Dammi un pò di tempo, la sai la mia storia.”
“Aspetterò”.
Il tempo scorre e la nostra bella aspetta con trepidazione ogni telefonata per sentire la sua voce. Sentire che l’ha mollata.
Prendere il posto dell’arpia. Stare insieme, il cavallo ed il suo cavaliere.
per maggiori informazioni chiedere di Comencini e De Sica
(* occhi, per inciso ancora aperti e sguardi innamorati da 3 anni. N.d.A)