Non è un sogno e la notte non è come la neve,
che naconde le cose.
Ci siamo abituati e
quello che sappiamo è sempre
lì.
Lì dove lo avevamo lasciato,
lì dove è sempre stato.
Prima che tutto
il bianco coprisse
tutto
ed era lì.
Ed eri lì:
durante una notte dove l’aria mi avvolge,
mi stringe e
raffredda la pelle e
le stelle camminano senza fermarsi mai e
si rincorrono in orbite che
hanno già percorso e
non ripercorreranno
ma sempre si ritroveranno.
E sono attimi
e sono sfumature
che fino a quando non arriverà un’alba che
la tua ombra non riuscirà a raggiungere rimarrano tali.
Si avvicina l’alba e vedo
in un’angolo del sogno dove siamo stati,
fino a poco fà,
noi nel sorgere di un Sole.
Noi in quei momenti che rinncorrono l’alba
e catturano l’alba e
catturano quei momomenti che,
sospesi,
rimangono tali nonostante la notte stia finendo.
Ed è proprio in quel momento ecco che
arriva la tua ombra.
Ed arriva il tuo passo ed
eccoti.
Ed ecco che la notte si veste.
Indossa percezioni che leggere si avvolgono alle tue forme ed
alle tue sfumature che
ti accarezzano e si stringono e si fondono e si guardano:
così.
E si riflettono,
nell’attimo in cui la tua ombra tocca il sorgere del sole
dove l’alba rincorre la notte che ho perso e
quegli istanti in cui
fondendoci siamo stati realtà.
Un Presente che in attimo è diventato notte e
giorno prima che
diventi una sfumatura di blù e
prima che diventi
aurora.
Per chi chiuderò gli occhi?
Ti sentirò e,
ti sento e…
..d..
avrò quell’istante in cui tutto brilla
quando sorge il sole e cancella la tua ombra e
tu cammini verso di me.