Ora

Vorrei

vederti

ballare.

Vorrei

ballare.

Vorrei

vederti.

Vorrei rincorrerti:

perdendomi nei nostri occhi.

Ballando:

mi perderei nella tua danza

e volendo

potrei continuare a tenerti con una mano sulla vita e

come se fosse

la vita.

Come se fosse quando ti stringo e piove.

Come quando vorrei iniziare a ballare e vorrei fosse venerdì,

e vorrrei essere lì in quel momento

quello dove non dovre essere lì,

quello in cui sono lì.

Quello in cui dove siamo una cosa sola.

Quel momento in cui ci stiamo ancora cercandoci

come in quel momento in cui ci sfioriamo le dita

ed in quel momento dove ci afferriamo

in quel momento ed in cui siamo,

semplicemente,

noi

per un attimo

per un’istante

che diventa tempo e

diventa nulla.

Improvvisamente:

puff.

E siamo ancora qui.

Un puff è quello che servirebbe in questo

spazio,

in questo silenzio dove

non c’è altro che noi e

dove solitamente riceviamo

ospiti

tuoi e per quota parte

nostri.

Noi,

quando voglio sentirmi vivo.

Noi,

quando non voglio sentirci soli.

Noi,

quando è giusto che sia

e quindi sembra che sotto la pelle

che non è più mia

è solo epidermide e non penso che

ci sia altro.

Sembra sia quel momento in cui

finalmente

ti bacio

e

tutto ruota intorno a quell’ istante in cui

siamo,

siamo stati,

saremo, e

continueremo ad essere.

In ogni istante

io sono qui

e tu

sei tutto quello che vuoi

sei tutto quello che voglio

sei tutti i rimpianti mai pensati

sei tutto quello che non vorrei sia

sei tutto quello che vorrei

tutto quello che voglio è guardarti,

nei miei giri mi sorridi.

Questo vorrei ma non posso più chiudere

una canzone tra le mura di casa

mentre sono ubriaco,

mentre canto

mentre le mie dita sentono la tua pelle.

La immagino e la

ricordo

e faccio collidere due pianeti gemelli pur di avere

un attimo di te su di me.

Quel secondo per cui ho sentito

tutto quello che sto scrivendo

È dentro me.

È dentro questo istante.

È dentro quest’attimo

che si dilata e si restringe

è quel secondo che vorrei sia nostro o

quel secondo in cui non

ho mai saputo che tu ci sia.

Quell’articolo in cui l’infinito siamo noi.

Quel commento in cui noi siamo infinito.

Quel fastidio per cui abbiamo voluto essere noi.

Quell’istante che si fa bemolle.

Quell’attimo in cui ricordo cosa voglia dire

amare.

Quell’attimo in cui dormendo sfioro

le dita che corrono su di me.

Voglio pensarlo e sentirlo.

Sei qui,

sento il tuo profumo e sento

le tue dita che cercano quel poco che resta,

restano le dita.

Resta quello  che siamo.

Resta guardarti mentre mi guardi.

Resta capire se non possiamo fare a meno di noi

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