Ogni quattro anni

Lo faccio presente e

lo rendo presente:

Lo Stato è:

quella stella lì!

Quella sulla destra dopo quella grande.

Quella lontana da me,

non quella così vicina

ma l’altra.

Quello che sogno è quello dove vorrei essere.

Mentre stringo le tue dit

ed il mare infuria

mentre accarezzo la tua pelle

e la spuma arriva

a quaranta metri dalla riva

ho le tue braccia strette al collo.

Finalmente apprezzo le mangrovie

che calmano la marea

Di nuovo stringi le onde,

ed è spuma,

e guardare il mare

e le tue dita che mi sfiorano

e sentirti qui.

Vedo il  tuo viso mentre

ad occhi chiusi sono dentro te

ed i  tuoi occhi dentro me.

E qui ci vorrebbe un :”oooooh” oppure

ci vorrebbe quell’attimo

in cui sono di nuovo qui,

in silenzio.

Quando sentivo le tue dita salire su di m

e le mie invece

scendere su di te.

Sentire

i tuoi

i miei

capelli

legarsi

tra medio ed anulare.

In un’attimo non chiesto

ma solo nostro

non ho smesso di attorcigliati a me

alle mie dite che lasciandotiha

hanno tenuto i tuoi capelli sulla mia mano.

Come alghe che si attaccano

e dolcemente le stacco.

Banalmente albeggia come da comunicato:

quattro e trenta.

Mi sentì?

“Abbiamo intercettato un rosso!”.

Sempre forse

“quanto rosso?”

non vorrei sentirti

“uumf..non ho fatto la scuola d’arte..”

ma son qui

“ci abbiamo… provato..se fossi in grado…”

Ti sto stringendo.

“Riproviamo?”.

Non posso risponderti.

Non posso rispondere.

Certo che posso ed è sì

potrei.

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