Estate due (2)

Quest’estate vorrei andare al mare e sdraiarmi su di una sdraio,in uno stabilimento che è il tuo.
Dove sdraiarmi a guardare le ragazze che vanno a poggiarsi sul bagnasciuga,
dove le onde bagnano i costumi ed ad ogni onda ringrazio che siano bianchi.
Voglio stare sdraiato e guardare le ragazze in bikini che fanno avanti ed indietro sulla passerella, che porta al mare e che porta al bar dove ti chiederei di dove sei, quando sei arrivata e quando riparti perché vorrei e voglio passare questi giorni con te. 
Un anno di lavoro e non poter passare quindici giorni in prima fila non ha senso e non ha senso passare un anno a lavorare per quindici giorni dove non ha senso farlo senza stare con te.
Ma qui ti ho trovata, non pensavo fosse possibile,
pensa se invece fosse solo un sogno ed invece che il treno per Rimini io abbia preso il treno per Bolzano e non ti avessi mai vista.
E pensa se non avessi visto alcun bikini, pensa se fosse solamente un sogno di una notte prima di ferragosto.
Quindi ci vediamo a Rimini, d’inverno, scieremo sulle dune fatte apposta per contrastare il mare, se ci fosse brutto tempo passeremo tra la sabbia ed il mare e le onde e  surfare sui ricordi.
Se fosse bel tempo faremo lo stesso ma avremo il tempo di spogliarci, di prendere quel poco di calore che il sole dà, accarezzare la tua pelle e tutte le sue piccole increspature fatte di brividi che non sono miei.
Ho le chiavi di casa in tasca.
Ho l’ordine di Amazon in consegna.
Ho te in testa ed un biglietto sbagliato
in tasca.

The sam(n)e old song

Hai ragione. Partiamo da questo punto. Hai ragione una persona che ti vuole bene si spera capisca cosa porta ogni azione e (Mauro, forse lo ricordi eravamo amici dalle elementari fino a quando non abbiamo più parlato per colpa mia e poi cercando una riconciliazione non l’ho ottenuta ma è un’altra storia) gli effetti che hanno le parole e la forza che hanno le emozioni che ci passano in mezzo. Lo sapevo dal primo giorno che “io sono fatta così e potrà succedere, quando accadrà io sarò tagliente”, ho la lingua di serpente” o ancora meglio: “io sono quassù e tu sei laggiù “. Ho accettato quello che avevo davanti anche se sapevo fosse una scalata non una storia..la storia di una scalata. Lo sapevo e l’ho anche già vissuto un momento simile e forse sono state le ore più brutte mai vissute. Lo sapevo. Non è giusto e lo so. So una cosa però che ogni istante negli ultimi tre anni ci sono stati momenti che hanno un eco. L’eco che in ogni altra realtà parallela, quantistica, probabile e possibile è impossibile che non possa accadere quellattimo in cui ci siamo conosciuti ed innamorati. Quell’attimo in cui per la prima volta ci siamo baciati ed è iniziato a succedere tutto ed è qualcosa che riaccadrà di nuovo o è già accaduto o sta accadendo adesso o, spero, dovrà ancora accadere. In ogni possibile possibilità questi tre anni (che in tempo reale o gioco effettivo è pochissimo) saranno uno dei nodi della mia esistenza. Arrivarci darà solamente un risultato diverso, uguale o contrario ma è qualcosa che non potrà non accedere. La differenza è che questo, chiamiamolo bivio, non ha una terza via. In questo bivio siamo o non siamo. In realtà la cosa che mi dà più fastidio è che questi tre anni mi hanno fatto pensare agli istanti del mio passato in cui ho scelto. Ho ripensato alle mie scelte, ho pensato troppo in realtà, ma ogni pensiero ogni possibilità che ho studiato avrebbe sempre e comunque portato a lei. Lo credo perché adesso sto scrivendo a te e non siamo un libro di P.K Dick (Philip Kindred [!!?] Dick aka PaperiNik Dick). Lo credo perché qui dentro di me succede così. Starò impazzendo, spero, ma in questi ultimi anni mi sono sentito come l’alieno buono di ‘Man in black 2′. Ho visto e vissuto ogni possibilità che la mia mente potesse vedere e capire. Ho visto e vissuto ogni istante di estrema gioia, di estremo dolore e soprattutto una vita che non vivrò mai, qui. Provo a smettere di pensare, di sognare e di illudermi di una storia d’amore che lo è solo per me ma non riesco, almeno non ancora. C’è stato un momento in cui tutto poteva essere come quel meraviglioso universo in cui ci siamo incontrati e non abbiamo smesso di stare insieme e c’è stato subito dopo la consapevolezza che, qui ed adesso insieme, è una mia illusione. Ho dato tutto, mente cuore ed anima ed ho avuto come finale una buca dove potermi adagiare e lasciarmi seppellire di ogni sbaglio fatto. Uno alla volta fino al punto in cui per poterne uscire dovrei morire per nascere di nuovo. Il problema è che non voglio rinascere, voglio un posto tutto mio dove poter rimanere. In realtà mi sento già lì sotto (vedi il caso…aveva ragione io sono laggiù) e diverse badilate di terra le ho già addosso, ho provato a scrollarmele di dosso, l’ho fatto senza troppa fortuna, dal badile siamo passati al jcb. Sto pensando che uno dei modi di uscire da quel buco (lei ho reso solo più profondo non lo ha creato ci ero già, non è una giustificazione) e la musica oltre allo scrivere e troverò la farò dovrò superare un bel po’ di lacrime ma forse il saper nuotare benissimo mi aiuterà.